“Quando le donne hanno la possibilità di trasmettere in pienezza i loro doni all’intera comunità, la stessa modalità con cui la società si comprende e si organizza ne risulta positivamente trasformata.” 
(Papa Francesco 09/06/2017)

Organizziamo attività che prevedono eventi culturali, sociali e spirituali, oltre a cercare, con creatività, risposte alle esigenze di colleghe ed ex colleghe dei vari uffici della Santa Sede. Per conoscere di più l’ambiente in cui viviamo e lavoriamo organizziamo visite a chiese, cappelle, musei ed Dicasteri vaticani che raramente sono aperti al pubblico.

Ci riuniamo per pregare e celebrare l’Eucaristia nella Basilica di San Pietro, così come in molte altre chiese e cappelle meno note all’interno delle mura della Città del Vaticano. Abbiamo istituito gruppi di sostegno in cui poter discutere le sfide che ci troviamo ad affrontare sul lavoro e abbiamo anche trovato il modo di sostenere altre donne, laiche e religiose, che si trovano in situazioni di particolare vulnerabilità. Infine, ma non meno importante, ci incontriamo regolarmente per prendere insieme un caffè, un aperitivo o una pizza per rilassarci e farci venire qualche idea per eventi e attività futuri!

Maria Dulce Araújo Évora, membro di D.VA, è stata una delle 8 donne premiate da A CODED World in occasione dell’8 marzo 2026.

Creata nel 2014 dalla già top-model di origine nigeriana, Bali Lawal, A CODED World (Combining our Diverse Etnicities Diferently) si concentra su progetti che favoriscono, attraverso l’arte, l’inclusività, la diversità, sostenibilità e allegria con l’obbiettivo di creare un impatto positivo nella comunità.

Nel 2025 ha ideato il Premio “8 Marzo, 8 Donne” per ispirare le generazioni future, incoraggiare il progresso verso una società più equa e rafforzare la consapevolezza dell’impatto positivo del ruolo femminile.

La seconda edizione del Premio si è tenuto il 6 marzo del 2026 a Milano, presso il Cinema-Teatro Wagner, in una serata emozionante in cui canto lirico, biografie delle premiate, riflessioni, l’asta di un quadro raffigurante figure femminili, si sono alternate, dando vita al sogno di un mondo più bello alla cui costruzione il contributo della donna è determinante.

Il denominatore comune delle 8 premiate, di varie nazionalità, come del resto è il direttivo di A CODED Wolrd, è il tocco femminile nell’azione quotidiana in diversi settori per il bene dell’altro, specie se in particolare condizione di necessità: disabile, migrante, persona sola, e così via. Quindi, valorizzare azioni apparentemente insignificanti, comuni, ma indispensabili per una maggiore fratellanza e sororanza umana.  E sono stati particolarmente interessanti le riflessioni di alcune giovani sulla loro percezione del 8 marzo e le problematiche della donna oggi nel mondo.

Si sono dunque raggiunti e due principali obbiettivi del premio: ispirare le nuove generazioni e dare visibilità e valore all’agire femminile. In fondo è l’unione delle forze del bene che daranno vita ad un mondo diverso, vivibile per tutti, è stato sottolineato nella conclusione della serata.

Nel ringraziare a A CODED World per la sua esistenza, filosofia, e per il Premio, Dulce Araújo lo ha dedicato alle donne capoverdiane, a D.VA e alla sua Mamma che le ha sempre “incoraggiato e insegnato a mettere il bene comune sempre al primo posto, perché come si dice in Africa, nello spirito della filosofia Ubuntu, “io sono perché noi siamo””

DULCE   8 MARZO 8 DONNE   PARLANDO DULCE  8 MARZO 8 DONNE   PREMIO CON NOME

 

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Biografia letta nella cerimonia di consegna del Premio:

Capoverdiana di origine, Maria Dulce ARAÚJO ÉVORA vive da decenni in Italia, dove si è formata in Scienze Sociali e in Comunicazione alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. Da anni lavora presso la Radio Vaticana nel settore di lingua portoghese dove, tra l’altro, il suo nome appare legato a programmi sulla donna in Africa e sulla realtà culturale africana e diasporica tramite l’emissione settimanale “Africa in chiave culturale: personaggi ed eventi”.

Il suo interesse per il continente, Culla dell’Umanità, si esprime anche tramite la trasmissione in italiano, “Afrofonia” in cui lei e altri colleghi africani dell’Emittente cercano di proporzionare agli italiani un volto dell’Africa diverso da quello generalmente veicolato e che possa contribuire ad una migliore relazione tra Italia e Africa.

Araujo è anche membro co-fondatrice di D.VA, Associazione Donne in Vaticano, fondata nel 2016 per favorire la conoscenza, creare solidarietà tra le più di mille donne che lavorano in Vaticano, darle visibilità e accompagnare l’evoluzione della donna nella Chiesa e nella società in vista di una maggiore considerazione della donna.

Questa ricca esperienza viene ad aggiungersi agli anni di adesione all’associazionismo della comunità capoverdiana in Italia, in particolare l’OMCVI, Associazione Donne Capoverdiane in Italia, fondata nel 1988 (e di cui è stata presidente dal 2003 al 2008) per stimolare l’integrazione di queste donne in Italia, dove sono arrivate già dagli anni 60. Il suo moto è stato “Donne in Italia, parte integrante del percorso emancipatorio della donna a Capo Verde e in generale”. Sono gli anni in cui comincia a far parte anche dei “Congressi dei Quadri della Diaspora Capoverdiana” che per un lungo periodo ha riunito ogni quattro anni le voci attive della diaspora dell’arcipelago nel mondo per studiare il suo rapporto con il Paese di origine e quelli di accoglienza.

Africana nell’animo, Dulce Araújo ha sempre cercato di cogliere il meglio dell’Africa e dell’Italia, Paese che l’ha accolta sul finire del 1977, e in cui si sente di casa, permettendogli di studiare, pur facendo la Colf. A questa sintesi culturale incoraggia sempre le nuove generazioni della comunità capoverdiana, a cui rimane profondamente legata, per la costruzione di un mondo più armonioso e una più sana convivenza umana.

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