5° TAPPA DEL PELLEGRINAGGIO GIUBILARE NELLE CHIESE ROMANE |
Basilica di Sant'Agostino
|
26 novembre 2025 alle ore 15:45 |
![]() |
![]() |
![]() |
| Un folto gruppo di iscritte all’Associazione Donne in Vaticano, mercoledì pomeriggio 26 novembre 2025, ha potuto partecipare a una visita speciale alla Basilica di Sant’Agostino, che è stata occasione per riflettere su alcune figure di donne sante che sono modelli di grande attualità. Nella sua dotta conferenza d’inizio lavori, la prof.ssa Lorella Congiunti, Presidente della Società Internazione Tommaso d’Aquino e Docente di Filosofia della Natura presso la Pontificia Università Urbaniana, ha parlato di Edith Stein (1891-1942), S. Teresa Benedetta della Croce, i cui resti mortali sono seppelliti nella Basilica. La professoressa ha approfondito la vita della santa, che nata ebrea avrà negli anni un incontro con la fede e la sua sarà una conversione della ragione al cattolicesimo, attraverso un pellegrinaggio umano, culturale e religioso. Come ha ricordato la Docente, Papa Giovanni Paolo II, nella Lettera Apostolica Spes Aedificandi del 1° ottobre 1999, l’ha proclamata Santa insieme a S. Brigida di Svezia e a S. Caterina da Siena, tutte e tre Compatrone d’Europa, integrando la schiera dei celesti patroni S. Benedetto e Cirillo e Metodio. Nel documento il Papa mette in evidenza cosa è una donna, la sua militanza e la ricchezza dell’essere donna secondo natura e grazia. Lo stesso Pontefice racconta la vita di Teresa Benedetta della Croce nell’Omelia della canonizzazione dell’ottobre 1998, la sua ricerca della verità e la sua traduzione nell’amore, lei grande filosofa, unica donna nel corso di filosofia, che divenne suora carmelitana, e approfondì il compito della donna di essere compagna per condividere, per accogliere in sé una nuova creatura da nutrire, tutelare e far crescere. Si interrogò sulla vita religiosa che è il compimento del dono incondizionato di sé. Non c’è alcuna professione che non possa essere svolta da una donna che ha capacità di adattamento, di cura e di empatia. La prof.ssa Giulia lombardi, docente di Storia della Filosofia Antica alla Pontificia Università Urbaniana, ha quindi parlato della Basilica di Sant’Agostino, degli Agostiniani e delle donne. Nel contesto sociale della Roma del 400/500 le donne erano nobildonne e benestanti oppure erano donne del popolo, ma tutte accomunate dalla fede mariana e da pratiche popolari legate alla maternità a 360°. All’epoca fu determinante la presenza degli Agostiniani fin dal 1296 nella Chiesa di San Trifone in Posterula nel rione Campo Marzio, che venne successivamente demolita e tra il 1479 e il 1483 nacque un nuovo complesso con architettura rinascimentale riveduta poi nel 1700 dal Vanvitelli. La basilica, dove hanno lavorato tanti artisti, è la cattedrale dell’ordine di S. Agostino con le cappelle che ospitano santi Agostiniani: S. Rita da Cascia, Beata Chiara di Montefalco, S. Tommaso da Villanova e S. Nicola da Tolentino. La professoressa ha sottolineato la vocazione femminile del luogo per i due poli devozionali fortissimi riguardanti la Vergine Maria. Uno è l’Icona della Virgo Virginum e l’altro la statua della Madonna del Parto, due immagini alle quali da sempre le donne ricorrono storicamente per la cura della maternità. Altro motivo è che la Chiesa custodisce in una cappella il corpo di un’altra grande madre Santa Monica, mamma di Sant’Agostino, figlio che aveva seguito tenacemente per tutta la vita e che spesso si era allontanato da lei. Nelle Confessioni il Santo ha dedicato molte parti alla madre, che possiamo definire un modello di forza e perseveranza nella fede per le donne di tutti i tempi. Di rilievo anche il gruppo marmoreo della Vergine con il bambino e sua Madre S. Anna, di Andrea Sansovino. Famoso il quadro del Caravaggio, La Madonna dei Pellegrini o di Loreto, commissionata da un pellegrino Ermete Cavalletti, che mostra due pellegrini oranti in ginocchio davanti alla santa Casa di Loreto dove per miracolo si apre la porta e appare la Madonna con il bambino. Lena, la modella scelta da Caravaggio per rappresentare la Vergine nel quadro, mostra i piedi come facevano le prostitute, a voler significare che la Chiesa è santa nella volontà di portare alla salvezza tutti quelli che hanno disponibilità. In questa chiesa tutte le prostitute potevano entrare ed essere accolte. Infine P. Pasquale Di Lernia, Procuratore Generale degli Agostiniani, ha accolto il gruppo dell’Associazione Donne in Vaticano con grande calore, dedicando parte del suo tempo a spiegare l’evoluzione delle opere nelle cappelle, nonostante fosse pressato dagli impegni pastorali, primo fra tutti per i bisognosi presenti nella chiesa. Margherita Schiavetti |
![]() |
![]() |





